Una nuova associazione dei produttori di elettrodomestici si oppone alla legge bulgara sui WEEE
Nov 1, 2006
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All’incontro per la costituzione di una nuova associazione nazionale di produttori di elettrodomestici, il CECED Bulgaria, i produttori di elettrodomestici hanno criticato aspramente il governo bulgaro per non avere osservato la Direttiva UE 2002/96/EC sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (WEEE). “È evidente che la legge bulgara non rispetta la direttiva europea”, ha dichiarato Pascal Leroy del CECED (Consiglio Europeo dei Costruttori di Apparecchi Domestici), l’associazione con sede a Bruxelles che raggruppa i fabbricanti europei di elettrodomestici. “I produttori si oppongono a obiettivi irrealizzabili e a tasse esorbitanti sui prodotti”.
Le tasse rientrano in un pacchetto di misure presentate dal governo bulgaro per l’attuazione della direttiva WEEE, prima dell’ingresso del paese nell’UE. La trasposizione della direttiva WEEE da parte della Bulgaria è stata la legge la cui entrata in vigore era prevista per il 1 settembre 2006. Questa prevede che i comuni istituiscano dei centri di raccolta e che gli importatori e i produttori corrispondano allo stato una tassa per la commercializzazione di prodotti sul mercato bulgaro. “È assurdo fissare degli obiettivi irrealizzabili”, ha sostenuto Leroy. “La Direttiva stabilisce l’obbligo per le aziende di raccogliere e smaltire tutti i prodotti inutilizzabili. Le tasse sui prodotti sono necessarie e dovrebbero essere introdotte per scoraggiare il free riding, ma devono riflettere i costi occorrenti per la raccolta, il deposito e lo smaltimento dei WEEE”.

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